Scarica PDF
Sommario: 1. Introduzione. – 2. Le cause della povertà e dello sfruttamento dei lavoratori agricoli. La temporaneità dei rapporti di lavoro. – 3. Segue. La frammentazione del sistema di contrattazione collettiva e l’utilizzo indiretto di manodopera. – 4. Segue. Lo squilibrio dei rapporti commerciali all’interno della filiera agroalimentare. – 5. Le criticità applicative dell’art. 603-bis c.p. – 6. Alcune proposte per attenuare la vulnerabilità economica dei lavoratori agricoli.
1. Introduzione. – È opinione diffusa nella dottrina giuslavorista che la povertà e lo sfruttamento dei lavoratori agricoli costituiscano fenomeni strutturali degli attuali assetti della produzione agroalimentare e agroindustriale1.
Negli ultimi anni, infatti, molte imprese agricole hanno fatto ampio ricorso a forme di interposizione illecita o comunque di reclutamento irregolare di manodopera, nel tentativo di attenuare la forte pressione competitiva dei mercati e rispondere all’aumento dei prezzi dei fattori produttivi determinata dalla frammentazione della filiera agroalimentare2 . A queste pratiche ha fatto da specchio l’impiego sempre più frequente in questo settore di lavoratori particolarmente vulnerabili, disposti a svolgere lavori poco qualificati3, a percepire bassi salari4 e a godere di scarse tutele. Si tratta, per la maggior parte, di lavoratori stranieri impiegati in occupazioni prevalentemente stagionali od occasionali e che versano in gravose condizioni di vita e di lavoro tali da dar luogo a un mercato del lavoro parallelo (dove cioè è frequente la violazione della normativa lavoristica in materia di orario di lavoro, sicurezza e retribuzione), complementare rispetto a quello in cui opera la manodopera italiana5. Una tendenza, peraltro, accentuatasi anche a seguito della crisi economica dell’ultimo decennio che ha consentito ai produttori agricoli di reclutare molti lavoratori stranieri che, dopo essere stati espulsi da altri settori produttivi, hanno scelto di riversarsi nelle campagne e di concorrere con i braccianti agricoli autoctoni nello svolgimento dell’attività nei campi6.