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	<title>Giusi Sorrenti, Autore presso Diritto e Società</title>
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	<title>Giusi Sorrenti, Autore presso Diritto e Società</title>
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		<title>Diritto e Società n°1 &#8211; 2022</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Filippo Patroni Griffi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 15:14:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Annata 2022]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto e Società Rivista trimestrale fondata nel 1973 III serie – 1/2022 da Giovanni Cassandro, Vezio Crisafulli e Aldo M. Sandulli Scarica il fascicolo Sommario saggi Filippo Patroni Griffi, Dal Consiglio di Stato all’istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali: una lunga storia di tutele contro il potere arbitrario…. 1 Giuseppe Severini, Il Consiglio</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/diritto-e-societa-n1-2022/">Diritto e Società n°1 &#8211; 2022</a> proviene da <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it">Diritto e Società</a>.</p>
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</div>
</div>
<div class="wp-block-column">
<h3></h3>
<h3 class="has-text-align-center"><strong>Diritto e Società<br />
</strong></h3>
<h3></h3>
<h3 class="has-text-align-center"><strong>Rivista trimestrale fondata nel 1973</strong></h3>
<h3 class="has-text-align-center"><strong>III serie – 1/2022</strong></h3>
<p class="has-text-align-center">da Giovanni Cassandro, Vezio Crisafulli e Aldo M. Sandulli</p>
<p style="text-align: center;"><b><strong>Scarica </strong>il <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/wp-content/uploads/2025/02/Diritto-Societa-1-2022.pdf" target="_blank" rel="noopener">fascicolo</a></b></p>
</div>
</div>
<hr class="wp-block-separator is-style-wide" />
<p class="has-text-align-center"><strong>Sommario</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>saggi</strong></p>
<p><strong>Filippo Patroni Griffi</strong>, Dal Consiglio di Stato all’istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali: una lunga storia di tutele contro il potere arbitrario…. 1</p>
<p><strong>Giuseppe Severini</strong>, Il Consiglio di Stato: specchio dello Stato di diritto…. 13</p>
<p><strong>Marco Ruotolo</strong>, Riflessioni interlocutorie su verità, fiducia e democrazia rappresentativa. Si può combattere la menzogna nel c.d. mercato politico?…. 43</p>
<p><strong>Margherita Interlandi</strong>, Protezione sociale ed equilibrio intergenerazionale…. 73</p>
<p><strong>Raffaella Dagostino</strong>, Nuovi percorsi di ibridazione fra pubblico e privato: dai modelli organizzativi ex d.lgs. n. 231/2001 ai piani per la prevenzione della corruzione nella PA…. 113<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>osservatorio</strong></p>
<p><strong>Michele Barone</strong>, Riflessioni sulla regolazione del mercato a partire dalla natura dei poteri sanzionatori. Il “caso Amazon”…. 167</p>
<p style="text-align: center;"><strong>attualità</strong></p>
<p><strong>Costanza Nardocci</strong>, Dalla rimessione della questione di costituzionalità alla definizione del giudizio a quo “senza la Corte”: verso la responsabilità disciplinare del magistrato?…. 209</p>
<p style="text-align: center;"><strong>recensioni</strong></p>
<p><strong>Giusi Sorrenti</strong>, Dalla tirannia dei contemporanei alla custodia del futuro. Recensione a F.G. Menga, L’emergenza del futuro. I destini del pianeta e le responsabilità del presente, Roma 2021…. 237</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Filippo Patroni Griffi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em> Dal Consiglio di Stato all’istituzione dei Tribunali Amministrativi Regionali: una lunga storie di tutele contro il potere arbitrario</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’A., in occasione dei 190 anni del Consiglio di Stato e dei 50 anni dei Tribunali Amministrativi regionali, ripercorre la storia del giudice amministrativo in Italia, rilevandone l’evoluzione che l’ha portato dall’essere consigliere del sovrano a diventare a tutti gli effetti giudice terzo e imparziale, indipendente dal potere. Viene poi messo in luce come, nei tempi più recenti, la giustizia amministrativa, seguendo lo sviluppo dello Stato moderno, è chiamata a garantire anche i diritti sociali e a decidere nel campo dell’economia, così come a partecipare alla costruzione dell’ordinamento europeo. In conclusione, sono proposte alcune riflessioni sull’indipendenza della magistratura e sull’importanza che l’autogoverno non ceda a logiche sindacali o corporative.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Italian Administrative Justice: a Long History of Protections against Arbitrary Power</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">On the occasion of the 190th anniversary of the Council of State and the 50th anniversary of the Regional Administrative Courts, the Author retraces the history of Italian administrative justice, which originally had only an advisory role and then became an independent and impartial judge. In more recent times, Italian administrative justice, following the development of the modern state, guarantees also social rights, delivers judgments in the field of economics and business as well as participates in the construction of the European system. In conclusion, the Author proposes some reflections about the independence of the judiciary and the importance that such autonomy does not involve into self-centered logics.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Giuseppe Severini</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Il Consiglio di Stato: specchio dello Stato di diritto</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scritto ripercorre i centonovanta anni di storia del Consiglio di Stato e si incentra sulle prospettive che si aprivano al suo sorgere e sulla trasformazione che lo ha connotato specialmente nell’ultimo trentennio. La via venne tracciata già nel 1831, spostandone il carattere verso quello di un grande corpo tecnico-giuridico anziché di un organo rappresentativo. Da allora il Consiglio di Stato è andato riflettendo il consolidamento di quello che poi è divenuto lo Stato di diritto, seguendone le trasformazioni fino a quelle profonde che seguono il 1992, che investono la stessa consistenza del diritto pubblico. Così, mentre lo Stato di diritto si è andato spostando verso la giurisdizione, il Consiglio di Stato dapprima è divenuto anche giudice, poi negli ultimi decenni questa sua caratteristica è divenuta dominante, avvicinandolo a una corte amministrativa suprema, seppure con importanti funzioni consultive. La trasformazione apre nuove prospettive e comporta nuove responsabilità.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>The Council of State: Mirror of the Rule of Law</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">The report traces the 190-year history of the Consiglio di Stato and focuses on the prospects that opened at its inception and the transformation that has characterized it especially in the last thirty years. The path was already laid out in 1831, shifting its character towards that of a large technical-juridical body rather than a representative body. Since then, the Consiglio di Stato has been reflecting the consolidation of what has become the Rule of Law (Stato di diritto), following its transformations up to the profound ones that follow 1992, which involve the very substance of public law. Thus, while the Stato di diritto has been moving towards jurisdiction, the Consiglio di Stato has at first also become a judge, then in recent decades this characteristic has become dominant, bringing it closer to a supreme administrative court, albeit with important consultative functions. The transformation opens up new perspectives and brings new responsibilities.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Marco Ruotolo</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Riflessioni interlocutorie su verità, fiducia e democrazia rappresentativa. Si può combattere la menzogna nel c.d. mercato politico?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio ha per oggetto le manipolazioni nei rapporti con gli elettori e con l’opinione pubblica nel c.d. mercato politico, con particolare riguardo all’impiego delle nuove tecnologie. L’Autore si sofferma sui concetti di veridicità e fiducia quali elementi costitutivi della democrazia rappresentativa, per riflettere in ordine ai limiti di tollerabilità costituzionale della diffusione di notizie palesemente false e, in conseguenza, circa la possibilità di adozione di misure rivolte a prevenire o a reprimere il fenomeno.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Interlocutory Reflections on Truth, Trust and Representative Democracy. Is it Possible to Battle Untruth in the so-called Political Market?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay deals with the manipulations in the relation with voters and public opinion in the so-called political market, with particular regard to the use of new technologies. The Author lingers on the concepts of truthfulness and trust as constitutive elements of representative democracy, to reflect on the limits of constitutional tolerability of the dissemination of clearly false information and, consequently, on the possibility of adopting measures aimed at preventing or repressing the phenomenon.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Margherita Interlandi</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Protezione sociale ed equilibrio intergenerazionale</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro affronta il tema delle possibili implicazioni giuridiche che il principio dell’equilibrio intergenerazionale determina nel rapporto tra Stato e cittadini, sotto il profilo dei limiti che incontra l’applicazione del vincolo del pareggio di bilancio, rispetto alla concreta attuazione dei diritti sociali. Muovendo dalla più recente giurisprudenza della Corte Costituzionale in tema di pareggio di bilancio, ci si chiede se è possibile attribuire rilevanza giuridica agli indicatori di benessere equo e sostenibile, quali vincoli nella gestione della spesa pubblica e, al contempo, se siano percorribili soluzioni organizzative che possano assicurare una gestione responsabile delle risorse finanziarie, tale da garantire un livello di benessere accessibile a tutti. Quest’ultimo profilo, in particolare, viene affrontato tenendo conto delle linee di indirizzo del Recovery Plan, relative alla tutela dei diritti sociali, in base alle quali sembra possibile valorizzare ulteriormente il ricorso alla cooperazione tra PA e Terzo settore. Ciò porta suggerire l’opportunità di promuovere un modello organizzativo fondato su una più ampia ed efficace collaborazione pubblico-privata, finalizzata a riequilibrare il rapporto tra vincoli di bilancio ed affettività dei diritti sociali, in una auspicata prospettiva solidaristica, secondo la quale la tutela delle generazioni future non può prescindere dal benessere delle generazioni presenti, ovvero dal superamento degli attuali divari sociali.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Social Protection and Intergenerational Balance</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">The work deals with the possible legal implications that the principle of intergenerational balance determines in the relationship between the State and citizens, from the point of view of the limits that the application of the budget balance constraint encounters, with regard to the practical implementation of social rights. Starting from the most recent jurisprudence of the Constitutional Court in the matter of budgetary balance, one wonders whether it is possible to attribute legal importance to indicators of fair and sustainable well-being, such as constraints in the management of public expenditure and, at the same time, whether organisational solutions that can ensure responsible management of financial resources are feasible, so as to ensure a level of well-being accessible to all. The latter profile, in particular, is addressed taking into account the guidelines of the Recovery Plan, relating to the protection of social rights, according to which it seems possible to further enhance the use of cooperation between the Public Administration and the Third Sector. This leads to suggest the opportunity to promote an organizational model based on a wider and more effective public-private collaboration, aimed at rebalancing the relationship between budgetary constraints and affectivity of social rights, in a hoped-for solidarity perspective, according to which the protection of future generations cannot be separated from the well-being of present generations, that is, from the overcoming of current social gaps.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Raffaella Dagostino</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Nuovi percorsi di ibridazione fra pubblico e privato: dai modelli organizzativi ex d.lgs. n. 231/2001 ai piani per la prevenzione della corruzione nella PA</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel presente lavoro s’intende condurre un’analisi comparata fra modelli di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. n. 231/2001 e piani di prevenzione della corruzione nella p.a., al fine di dimostrare come: i) in nome dell’etica della legalità, si assista a una tracimazione di regole e principi dal settore pubblico a quello privato; ii) la valorizzazione della logica della prevenzione mediante la buona organizzazione porti a rivalutare fortemente il momento della pianificazione organizzativa, sia negli enti pubblici sia in quelli privati, divenendo essa assolutamente centrale per garantire forme più efficienti della funzione, o più in generale, dell’attività degli enti, a beneficio dell’intera collettività.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>New Hybridization Paths between Public and Private Systems. A Comparative Analysis between Organizational Models Pursuant to Legislative Decree N. 231/2001 and Corruption Prevention Plans in the Public Administration</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">The essay proposes a comparative analysis between organizational models pursuant to Legislative Decree no. 231/2001 and corruption prevention plans in the p.a., in order to prove that: i) in pursuing the ethics of legality there is an overflow of rules and principles from the public to the private sector; ii) the enhancement of the logic of prevention through good organization leads to strongly re-evaluate the moment of organizational planning, both in public and private bodies. Organizational planning becomes absolutely central to ensuring more efficient forms of function, or more generally, of institutions’ activities, for the benefit of the community.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Michele Barone</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Riflessioni sulla regolazione del mercato a partire dalla natura dei poteri sanzionatori. Il “caso Amazon”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A partire da una generale analisi dei poteri sanzionatori e delle recenti evoluzioni della giurisprudenza in materia, nel contributo si tenta di dare soluzione a un interrogativo di fondo: le variegate funzioni afferenti alla vasta categoria della “regolazione del mercato” suscitano esigenze di massima garanzia? Soltanto in caso di risposta affermativa, lo status di indipendenza delle autorità regolatorie potrebbe ritenersi costituzionalmente fondato. Ricostruita, dunque, la funzione regolatoria come strettamente amministrativa, nel contributo – anche mediante l’analisi del “caso Amazon” – si evidenzia come da ciò consegua un inevitabile squilibrio dello status di indipendenza delle autorità, che non solo mina l’efficacia della loro attività, ma rende in fondo precaria la stessa legittimità dei loro atti.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Reflections on Market Regulation Starting from the Nature of the Sanctioning Powers. The “Amazon Case”</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Starting from a general analysis of the sanctioning powers and the recent evolutions of the jurisprudence on this subject, the contribution attempts to solve a basic question: do the variegated functions pertaining to the vast category of “market regulation” raise the need for maximum guarantee? Only if the answer is affirmative could the independent status of the regulatory authorities be considered constitutionally founded. In the contribution the regulatory function is considered as strictly administrative (also in the light of the analysis of the “Amazon case”), and it is underlined that this leads to an unavoidable imbalance of the independent status of the Authorities, which not only undermines the effectiveness of their activity, but ultimately renders the very legitimacy of their acts precarious.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><strong>Costanza Nardocci</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Dalla rimessione della questione di costituzionalità alla definizione del giudizio a quo “senza la Corte”: verso la responsabilità disciplinare del magistrato?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il saggio offre un commento alla decisione della Corte costituzionale n. 127 del 2021, con cui il Giudice costituzionale ha dichiarato l’inammissibilità di una questione di costituzionalità sollevata sull’art. 348, comma 6, e 458, comma 2, c.p.p., per contrasto con gli artt. 24 e 111 Cost.<br />
Oltre l’analisi dei profili di merito, l’articolo affronta due aspetti distinti. In primo luogo, il saggio si occupa del tema della (ir)revocabilità dell’ordinanza di rimessione e del provvedimento di sospensione del giudizio a quo, disposti dal giudice del procedimento principale che ha definito il suo giudizio senza attendere la decisione della Corte costituzionale.<br />
In seconda istanza, l’articolo approfondisce la reazione della Corte costituzionale di fronte alla rilevata “patologia” del giudizio a quo dalla prospettiva delle relazioni tra Corte costituzionale e giudici comuni.</p>
<p style="text-align: center;"><em><strong>From the Question of Constitutional Legitimacy to the Definition of the a quo Judgment “without the Court”: Towards a Judge’s Disciplinary Liability?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">The Articles comments Constitutional Court’s judgement No. 127 of 2021, that declared inadmissible the question of constitutional legitimacy of Articles 348, par. 6, and 458, par. 2, of the code of criminal law procedure with respect to Articles 24 and 111 of the Constitution.<br />
Beyond the merit, the Articles tackles two distinct aspects. On the one hand, the Article addresses the issue pertaining to the feasibility of the revocation of the act that either brings the question of constitutional legitimacy to the Constitutional Court or that suspends the initial judgment adopted by the judge, instead of waiting for the judgement of the Constitutional Court.<br />
On the other, the Article wishes to closely look at the Constitutional Court’s reaction towards the judge’s misconduct from the perspective of the relationships between the former and the judiciary.</p>
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		<item>
		<title>Diritto e Società n°1 &#8211; 2019</title>
		<link>https://www.rivistadirittoesocieta.it/diritto-e-societa-n1-2019/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Barone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2021 17:05:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Annata 2019]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Diritto e Società Rivista trimestrale fondata nel 1973 da Giovanni Cassandro, Vezio Crisafulli e Aldo M. Sandulli III serie &#8211; 1/2019 Antonio Barone Marco Lipari Mario R. Spasiano Maria Pia Iadicicco Silvia Talini Giusi Sorrenti Giovanna Pistorio Scarica il fascicolo Sommario saggi Antonio Barone, The “reflexive” Public Administration &#8230;. 1</p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<p></p>



<p></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>Diritto e Società</strong></p>



<p class="has-text-align-center"><strong><br>Rivista trimestrale fondata nel 1973</strong><br><br>da Giovanni Cassandro, Vezio Crisafulli e Aldo M. Sandulli<br><br></p>



<p class="has-text-align-center"><strong>III serie &#8211; 1/2019</strong></p>



<hr />
<p><span style="color: #000000;"><span class="entry-author"><a style="color: #000000;" title="Antonio Barone" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/antonio-barone/" rel="author">Antonio Barone</a></span></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Marco Lipari" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/marco-lipari/" rel="author">Marco Lipari</a></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Mario R. Spasiano" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/mario-r-spasiano/" rel="author">Mario R. Spasiano</a></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Maria Pia Iadicicco" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/maria-pia-iadicicco/" rel="author">Maria Pia Iadicicco</a></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Silvia Talini" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/silvia-talini/" rel="author">Silvia Talini</a></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Giusi Sorrenti" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/giusi-sorrenti/" rel="author">Giusi Sorrenti</a></span></p>
<p><span class="entry-author" style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" title="Giovanna Pistorio" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/author/giovanna-pistorio/" rel="author">Giovanna Pistorio</a></span></p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>Scarica il <a style="color: #000000;" href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/wp-content/uploads/2022/01/DS-1-2019.pdf" target="_blank" rel="noopener">fascicolo</a></strong></span></p>
</div>
</div>



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<hr>
<p style="text-align: center;"><strong>Sommario</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>saggi</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Barone</strong>, The “reflexive” Public Administration &#8230;. 1</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Lipari,</strong> Gli agri marmiferi apuani: patrimonio indisponibile pubblico dei comuni o proprietà privata? &#8230;. 15</p>
<p><strong>Mario R. Spasiano,</strong> Storia, fondamento e attualità del potere sostitutivo nella pubblica amministrazione: dalla logica della straordinarietà all’amministrazione alternativa &#8230;. 41</p>
<p><strong>Maria Pia Iadicicco,</strong> Frontiere e confini del diritto alla salute &#8230;. 61</p>
<p style="text-align: center;"><strong>osservatorio</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvia Talini</strong>, Dalla formulazione astratta alle conseguenze di sistema: riflessioni attorno alla proposta di revisione costituzionale in materia di iniziativa legislativa popolare e referendum &#8230;. 87</p>
<p style="text-align: center;"><strong>attualità</strong></p>
<p><strong>Giusi Sorrenti</strong>, Primi passi della Cassazione nei meandri di un processo kafkiano (le pronunce n. 17717 e n. 28205 del 2018 sul rito in materia di protezione internazionale) &#8230;. 117</p>
<p><strong>Giovanna Pistorio</strong>, Fiat iustitia ne pereat mundus. Un monito ultimativo sull’abuso del ricorso ai maxi-emendamenti con questione di fiducia. Nota all’ordinanza n. 17 del 2019 della Corte costituzionale &#8230;. 135</p>
<p></p>
<hr>
<p style="text-align: center;"><strong>Abstract</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Barone</strong>, La Pubblica Amministrazione “riflessiva”</p>
<p style="text-align: justify;">Il rischio costituisce un tema affrontato dalle scienze sociali sulla base di differenti approcci metodologici e disciplinari. In particolare, è stata la letteratura sociologica ad evidenziare la relazione impresa-concorrenza-mercato-produzione di rischi per la salute e per l’ambiente. Biotecnologie, nanotecnologie, inquinamento elettromagnetico, nuove forme di smaltimento dei rifiuti (termovalorizzatori), nuove forme di produzione di energia (rigassificatori) rappresentano solo alcuni tra i principali dati esemplificativi di un sistema industriale fortemente incentrato sulla ricerca scientifica applicata. <br>La scienza tende a perdere la sua autonomia, confondendosi con la tecnica, e al contempo fallisce nel fornire certezze sul modo di affrontare e neutralizzare i rischi da essa stessa (più o meno direttamente) generati. Si tratta di rischi che, non a caso, sono definiti «da incertezza scientifica» (o «da ignoto tecnologico»).<br>Le caratteristiche distintive della odierna «società del rischio» pongono numerosi profili di riflessione anche nell’ottica del giurista. La tradizionale deferenza del diritto verso i portati tecnico-scientifici, infatti, non è più da sola una risposta esaustiva. Come è noto, il principio di precauzione è il criterio guida dell’azione delle pubbliche amministrazioni (e non solo) in contesti di incertezza scientifica. Nel quadro di un’analisi di diritto amministrativo europeo, il saggio mira a enfatizzare il carattere “procedurale” del principio di precauzione, che risulta strettamente correlato al concetto di Amministrazione “riflessiva”.</p>
<p style="text-align: justify;">The “reflexive” Public Administration</p>
<p style="text-align: justify;">The theory of the “risk society” has its core in the dangers to health and environment deriving from the relationship among: firms, competition, market and production. It shifts the attention from firms’ entrepreneurial choices to the creation of “social exposures to risk”. There, indeed, exists an unbreakable correlation between enterprise risks, based on techno-economic choices, and citizens and consumers’ unaware and accidental exposure to new risks. Nowadays, science tends to loose its autonomy, blending itself into technique and, in the meantime, fails to deliver “certainties” on how to best face and neutralize the risks it (more or less directly) creates itself. Therefore, risk calculation, as defined so far by science and legal systems, is likely to crumble.<br>Examples of fields requiring trade-offs between demands of economic production and the need to guarantee the safety and freedom of individuals and communities are many, e.g.: air and electromagnetic pollution, water safeguard, waste management, risky industrial activities, Genetically Modified Organisms and Micro-Organisms, food safeguards, drugs for human consumption, and so on.<br>As well-known, the precautionary principle is the basic principle of action by public powers in cases of scientific uncertainty. This essay aims to emphasise the precautionary principle’s “procedural” character, which is strictly linked with the concept of the “reflexive” Administration. The research will be conducted through the analysis of the EU law. Moreover, inside the “Administrative law Community”, the essay will try to point out some major consequences of European Administrative law on the Italian Administrative law system.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Marco Lipari,</strong> Gli agri mammiferi apuani: patrimonio indisponibile pubblico dei Comuni o proprietà privata?</p>
<p style="text-align: justify;">È discusso, da qualche tempo, il regime di appartenenza delle cave di marmo situate nelle Alpi Apuane: non è chiaro se esse sono di proprietà pubblica o privata.<br>Una recente proposta di iniziativa legislativa statale, formulata dalla Regione Toscana intende stabilire autoritativamente la natura pubblica di tali beni, utilizzati pacificamente da soggetti privati da più di due secoli.<br>La relazione ufficiale che accompagna il disegno di legge qualifica l’intervento come legge retroattiva di interpretazione autentica, riferita, genericamente, all’antica legislazione precedente l’Unità d’Italia (normativa estense dell’anno 1751).<br>In tal modo, l’intervento si pone in contrasto con i principi espressi dalla Corte costituzionale italiana e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con riguardo alla tutela dell’affidamento, alla garanzia dell’impresa privata, alla protezione dei beni privati, al diritto al giusto processo.</p>
<p style="text-align: justify;">The Marble Quarries of Apuan Mountains: Public Unavailable Heritage of Municipalities or Private Property?</p>
<p style="text-align: justify;">The regime of belonging of the marble quarries located in the Apuan Alps has been discussed for some time: it is not clear whether they are public or private property.<br>A recent proposal for a state legislative initiative, formulated by the Tuscany Region, intends to establish authoritatively the public nature of these assets, used peacefully by private subjects for more than two centuries.<br>The official report accompanying the proposal qualifies the intervention as<br>a retroactive law of authentic interpretation, referring, generically, to the ancient legislation preceding the Unity of Italy (Estense legislation of the year 1751).<br>In this way, the intervention is in contrast with the principles expressed by the Italian Constitutional Court and the European Court of Human Rights, with regard to the protection of good faith, the guarantee of private economic activity, the protection of private assets, and the right to a fair trial.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mario Rosario Spasiano</strong>, Storia, fondamento e attualità del potere sostitutivo nella pubblica amministrazione: dalla logica della straordinarietà all’amministrazione alternativa</p>
<p style="text-align: justify;">Lo studio ripercorre i principali differenti significati assunti nel tempo dal potere sostitutivo della pubblica amministrazione. L’analisi della sua evoluzione e della sua recente diffusione nell’ordinamento giuridico italiano induce a ritenere che il potere sostitutivo abbia ormai assunto la caratterizzazione di un vero e proprio potere alternativo, un rimedio tuttavia inefficace per una moderna amministrazione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">History, Foundation and Relevance of Substitutive Power in Public Administration: from the Logic of the Extraordinariness to the Logic of Alternative Administration</p>
<p style="text-align: justify;">The essay traces some of the main different meanings assumed over time by the substitutive power of the public administration. The analysis of its evolution and its recent diffusion in the Italian legal system leads us to believe that the substitutive power has by now assumed the characterization of a real alternative power, a remedy but ineffective for a modern public administration</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Pia Iadicicco,</strong> Frontiere e confini del diritto alla salute</p>
<p style="text-align: justify;">Muovendo dalla chiarificazione del significato dei concetti di “frontiera” e “confine”, lo studio mira ad approfondire due questioni distinte ma collegate: in primo luogo, i confini concettuali del diritto alla salute, che subiscono, per fattori endogeni ed esogeni, continui e significativi spostamenti. In secondo luogo, l’attenzione è appuntata sulla mobilità sanitaria extrafrontaliera nell’Unione europea, per approfondire il ruolo della salute in quell’ordinamento e le ricadute del fenomeno della mobilità transfrontaliera tanto sul diritto di accesso alle prestazioni sanitarie, quanto sulla libertà di scelta terapeutica.</p>
<p style="text-align: justify;">Frontiers and Confines of the Right to Health</p>
<p style="text-align: justify;">Starting from the clarification of the concepts “frontier” and “border”, the study aims to investigate two distinct but related issues: firstly, the conceptual boundaries of the right to health, which are constantly and significantly shifted by endogenous and exogenous factors. Secondly, the focus is on cross-border healthcare in the European Union; the aim is to deepen the role of health in this system and the cross-border mobility effects both on right to healthcare and therapeutic freedom of choice.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Silvia Talini,</strong> Dalla formulazione astratta alle conseguenze di sistema: riflessioni attorno alla proposta di revisione costituzionale in materia di iniziativa legislativa popolare e referendum</p>
<p style="text-align: justify;">In questo contributo si analizza la proposta di revisione costituzionale in materia di iniziativa legislativa popolare e referendum. Dopo alcune considerazioni introduttive riguardanti le diverse forme di democrazia, l’indagine si concentra sulla proposta di riforma degli articoli 71 e 75 Cost. analizzata sotto un duplice angolo visuale: particolare e generale. Sotto il primo profilo si pongono in luce i singoli aspetti critici della proposta, passando poi al secondo piano &#8211; di natura generale &#8211; in cui le modifiche agli articoli 71 e 75 Cost. vengono poste in relazione con le altre proposte di revisione incidenti sul rapporto tra democrazia rappresentativa e partecipativa. Le riflessioni finali, riguardanti i “pericoli di sistema” derivanti dalle citate proposte, vengono infine condotte alla luce di una lettura evolutiva dei lavori preparatori dell’Assemblea costituente.</p>
<p style="text-align: justify;">From Theoretical Considerations to System Consequences: the Proposal for a Constitutional Revision on the Popular Legislation and Referendum</p>
<p style="text-align: justify;">The paper examines the constitutional revision proposal regarding popular legislative initiative and referendum. Moving from introductory reflections about the different forms of democracy, the investigation focuses on the proposed reform of articles 71 and 75 of the Constitution analyzed under a double aspect: particular and general. With regard to the first, the analysis focuses on the single critical aspects of the proposal; in the second part &#8211; general analysis – the constitutional revision proposal regarding popular legislative initiative and referendum is related to the other revision proposals incident on the representative democracy. The final reflections, concerning the “system dangers” deriving from the reform of articles 71 and 75 of the Constitution, are focuses on the preparatory work of the Constituent assembly.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giusi Sorrenti,</strong> Primi passi della Cassazione nei meandri di un processo kafkiano (le pronunce n. 17717 e n. 28205 del 2018 sul rito in materia di protezione internazionale)</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo analizza le principali anomalie del rito civile in materia di protezione internazionale dello straniero migrante introdotto dal d.-l. n. 14/2017.<br>Esso evidenzia che, a causa di siffatte deroghe e della contemporanea abolizione dell’appello-reclamo (e considerati i caratteri del giudizio di legittimità dopo la sua riforma), il processo tende ad assumere natura interamente cartolare.<br>Di seguito, lo scritto esamina due significative sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione nel 2018 (n. 17717 e n. 28205), che rimediano ai più seri vulnera apportati agli standards del giusto processo, richiedendo precisamente lo svolgimento dell’udienza nel caso – che attualmente costituisce la normalità in mancanza delle regole tecniche di attuazione della disciplina – in cui manchi la videoregistrazione del colloquio reso in precedenza dinanzi alle autorità amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;">First Steps of the Court of Cassation in the Meanders of a Kafkaesque Process (The Decisions No. 17717 and No. 28205 of 2018 on the Procedure in Matters of International Protection)</p>
<p style="text-align: justify;">The essay analyses the breaches to orality and publicity principles and observance of debate introduced in the civil judgments concerning international protection of the migrant stranger by the Decree-Law No. 14/2017.<br>It points out that, due to these derogations and the contemporary suppression of the appeal (and considering the actual characters of the third jurisdictional degree after its reform), the trial could assume a totally written nature.<br>Therefore, the writing examines two significant sentences pronounced by the Italian Court of Cassation in 2018 (No. 17717 and No. 28205), which redress the most serious breaches to fair trial standards, precisely requiring a public hearing when – as always happens at the moment in the absence of technique rules implementing the law – there is not any previous video recording of the stranger’s interview before administrative authorities.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Giovanna Pistorio,</strong> Fiat iustitia ne pereat mundus. Un monito ultimativo sull’abuso del ricorso ai maxi-emendamenti con questione di fiducia. Nota all’ordinanza n. 17 del 2019 della Corte costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ordinanza in commento rappresenta un fondamentale tassello della giurisprudenza costituzionale non solo in tema di legittimazione attiva dei singoli parlamentari, avendone, per la prima volta la Corte riconosciuto l’ammissibilità, in sede di conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, ma anche con riguardo ai dirompenti effetti arrecati al procedimento legislativo dal ricorso al binomio maxi-emendamenti – questione di fiducia. Rispetto alla tendenziale riottosità manifestata sin dalla sentenza n. 9 del 1959, la Corte, dopo aver mostrato alcuni segni di attenzione nei confronti di tale “problematica prassi”, ha colto l’occasione, nel caso in esame, per condannare le forzature procedimentali da essa derivanti rispetto ai momenti essenziali dell’iter legis come scanditi dai principi costituzionali ex artt. 70 e 72 Cost.</p>
<p style="text-align: justify;">Fiat iustitia ne pereat mundus. A Peremptory Admonishment to Limit the Recourse to the Combination of so-called Maxi-amendments and the Confidence Vote. Comment to the Order n. 17 of 2019 of the Constitutional Court.</p>
<p style="text-align: justify;">First of all, the order in question represents a fundamental piece of constitutional jurisprudence because the Court recognized for the first time the admissibility of the active legitimation of the individual members of the Parliament in a conflict of attributions between powers of the State. Secondly, the order has a fundamental importance with respect to the disruptive effects caused to the legislative procedure by the recourse to the combination of so-called maxi-amendments and the confidence vote. The Court has been traditionally reluctant &#8211; since its decision n. 9 of 1959 &#8211; to intervene on this issue. It has then sometimes demonstrated to be interested in such “problematic praxis” and, in the order in question, it took the opportunity to condemn the forcing of the procedure that it creates, with respect to essential steps of the legislative procedure, as articulated by the constitutional principles contained in Articles 70 and 72 of the Constitution.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/diritto-e-societa-n1-2019/">Diritto e Società n°1 &#8211; 2019</a> proviene da <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it">Diritto e Società</a>.</p>
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		<title>Primi passi della Cassazione nei meandri di un processo kafkiano (le pronunce n. 17717 e n. 28205 del 2018 sul rito in materia di protezione internazionale)</title>
		<link>https://www.rivistadirittoesocieta.it/primi-passi-della-cassazione-nei-meandri-di-un-processo-kafkiano-le-pronunce-n-17717-e-n-28205-del-2018-sul-rito-in-materia-di-protezione-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giusi Sorrenti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 14:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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<p style="text-align: justify;">L’articolo analizza le principali anomalie del rito civile in materia di protezione internazionale dello straniero migrante introdotto dal d.-l. n. 14/2017. Esso evidenzia che, a causa di siffatte deroghe e della contemporanea abolizione dell’appello-reclamo (e considerati i caratteri del giudizio di legittimità dopo la sua riforma), il processo tende ad assumere natura interamente cartolare. Di seguito, lo scritto esamina due significative sentenze pronunciate dalla Corte di Cassazione nel 2018 (n. 17717 e n. 28205), che rimediano ai più seri vulnera apportati agli standards del giusto processo, richiedendo precisamente lo svolgimento dell’udienza nel caso – che attualmente costituisce la normalità in mancanza delle regole tecniche di attuazione della disciplina – in cui manchi la videoregistrazione del colloquio reso in precedenza dinanzi alle autorità amministrative.</p>
<p style="text-align: justify;">First Steps of the Court of Cassation in the Meanders of a Kafkaesque Process (The Decisions No. 17717 and No. 28205 of 2018 on the Procedure in Matters of International Protection)</p>
<p style="text-align: justify;">The essay analyses the breaches to orality and publicity principles and observance of debate introduced in the civil judgments concerning international protection of the migrant stranger by the Decree-Law No. 14/2017. It points out that, due to these derogations and the contemporary suppression of the appeal (and considering the actual characters of the third jurisdictional degree after its reform), the trial could assume a totally written nature. Therefore, the writing examines two significant sentences pronounced by the Italian Court of Cassation in 2018 (No. 17717 and No. 28205), which redress the most serious breaches to fair trial standards, precisely requiring a public hearing when – as always happens at the moment in the absence of technique rules implementing the law – there is not any previous video recording of the stranger’s interview before administrative authorities.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it/primi-passi-della-cassazione-nei-meandri-di-un-processo-kafkiano-le-pronunce-n-17717-e-n-28205-del-2018-sul-rito-in-materia-di-protezione-internazionale/">Primi passi della Cassazione nei meandri di un processo kafkiano (le pronunce n. 17717 e n. 28205 del 2018 sul rito in materia di protezione internazionale)</a> proviene da <a href="https://www.rivistadirittoesocieta.it">Diritto e Società</a>.</p>
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